Psicoterapia di coppia

Da un saggio di Jung, inteso come relazione psicologica il matrimonio è una costruzione complessa, prodotto di tutta una serie di circostanze soggettive e oggettive, in parte di natura molto eterogenea […] il giovane in età di sposarsi ha certo acquisito conoscenza di sé ma è trascorso ben poco tempo da quando è emerso dalla nebbia dell’inconsapevolezza originaria. Ci sono quindi in lui vaste regioni ancora immerse nel buio dell’incoscienza e fin dove giungono, non permettono il crearsi di una relazione psicologica. In pratica significa che al giovane è data solo una conoscenza parziale tanto dell’altro quanto di sé stesso, perciò possono non essergli sufficientemente note sia le motivazioni dell’altro sia le proprie.

Benché questo saggio possa apparire datato (si parla di matrimonio, mentre oggi le forme di unione sono anche di diversa natura), credo esprima bene la condizione spesso di partenza in una coppia.

Quando incontro le coppie, ricordo che entrambi hanno un conscio e un inconscio, e gli inconsci si parlano, si scontrano, e, come si direbbe in fisica, spesso i due parlano degli effetti. E su questi polemizzano, come se fossero cause.

La terapia di coppia cerca allora di chiarire le problematiche presentate, di individuare e acclarare le modalità di relazione, di acquisire nuovi modi di relazionarsi, ma soprattutto cerca di portare alla luce le motivazioni profonde sia della scelta del partner, sia delle ragioni che hanno portato la coppia in difficoltà.

Occorre avere il coraggio di ripensare la scelta del coniuge, non già per separarsi, quanto per comprendere le motivazioni inconsce che ci hanno fatto scegliere proprio quella persona, le proiezioni che abbiamo assecondato nel momento della scelta, le delusioni, le mancate aspettative, le fantasie che avevamo attivato, ma anche ciò che di valido e buono vi è tra i partner.

Occorre chiedersi se esiste ancora una base affettiva, e, se ciò non è, il percorso di coppia, specie quando sono presenti figli, si pone l’obiettivo di un distacco «adulto» rispettoso, concorde sul come porsi verso i figli, specie se minori.

Molto si potrebbe scrivere inoltre sulla sessualità, e sui luoghi comuni che il pensiero collettivo veicola, oppure sulla gelosia e le sue conseguenze, anch’esse spesso vissute senza piena consapevolezza delle motivazioni e delle conseguenze per il singolo, oppure ancora attorno al gioco rischioso ove si intrecciano limiti e trasgressioni del rapporto di coppia, e ancora, ultimo ma non ultimo, il problema delle conseguenze che si allargano ai «clan» familiari, ovvero a tutti coloro, amici, genitori, nonni, parenti in genere, che devono rapportarsi alle nuove situazioni che possono crearsi.

Infine il problema dei figli, sia che la coppia resti unita sia che si separi, è aspetto importantissimo giacché dai comportamenti dei due interessati e dei rispettivi «clan» possono derivare tranquillità o serie problematiche per i più piccoli.Un percorso di coppia si pone l’obiettivo di collaborare con i due partner affinché, qualunque sia la soluzione che troveranno, essa sia una soluzione sana, onesta, corretta, rispettosa di sé e degli altri.

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