Sogno/20

“Sono fidanzato con una donna robot intelligente ed evoluta che faceva quello che doveva. Il mio dilemma è se è giusto, ma alla fine non mi interessa. Questo è quello che sono disposto a fare. Al robot non mancava niente salvo l’anima. Mia madre e i parenti giravano attorno parlando ed erano critici.”

Questo sogno quasi non ha bisogno di commento: chi lo ha fatto ha decisamente timore di avvicinarsi ai sentimenti, la sua storia personale (che qui non dirò) gli suggerisce di difendersi da qualche cosa che potrebbe essere molto doloroso. In fondo è consapevole, ma al tempo stesso si dice che non gli interessa, preferisce continuare a difendersi. Quando nelle storie personali, soprattutto nei primi anni di vita, l’affettività è stata in qualche modo raggelata, le persone cercano strade che aiutano a sopravvivere e a volte blindarsi, costruire muri difensivi, perché è la sola strategia che si riesce ad attivare. Resta però una responsabilità personale che in età adulta ci può aiutare a capire che ciò che ci ha salvato in passato non necessariamente si deve perpetuare per tutta la vita.

Photo by Franck V. on Unsplash

Sogno/19

Riporto un sogno che rappresenta in modo esemplare quanto la parte normativa della psiche, il “Super-IO” di Freudiana memoria, cerchi di assoggettare l’intera personalità inducendola ad attenersi a regole, norme, che la famiglia, la società, il mondo ci propongono e che facciamo esageratamente nostre.

Norme, regole, destinate a far vivere sensi di colpa con conseguenti blocchi dell’eros (dello spirito di vita).

Sta a noi riconoscere quanto il Super-Io ci è necessario, e un poco è necessario nel vivere sociale e personale, e quanto va “sgonfiato”, diversamente la vita quotidiana si restringe, si autoregola in modo eccessivo, limitando, spesso di molto il piacere quotidiano, la sperabile leggerezza che dovremmo cercare di porre nel già non semplice quotidiano.

“Sono al chiuso di una stanza, c’è uno (uomo) che dirige e dice come si devono fare le cose.

È vestito di nero, elegante, curato, ha dei poteri di persuasione, a lui non si sfugge, sa tutto, sa prevedere.

Se ci si fa prendere dal dubbio si viene eliminati, vuole proprio controllarci

Attorno gente muta, occhi imploranti, educati al regime.

L’uomo ogni tanto controlla, se la ride.”

Photo by Austrian National Library on Unsplash

Sogno/18

“Sono a casa dei miei, un edificio in stile anni 50. Aveva 4 numeri civici ma suddivisi in due gruppi di due cifre.

La casa era tutta bianca, rinnovata, con infissi nuovi, ed era divida in due sezioni. Da una parte era affittata ad altre persone con ingresso indipendente, e c’era più spazio tra le case.

Compare il mio ex marito al quale devo spiegare come arrivare alla casa, come se non ci fosse mai stato, poi mi rendo conto che ci sa andare, si arrangerà, non servono mie spiegazioni.”

Continua nel sogno il messaggio dall’interno, ovvero pur riconoscendo un certo valore al rapporto con la famiglia di origine (casa valorizzata), è necessario mantenere separati e distinti i percorsi (4 civici divisi in gruppi di due), ma è anche necessario svincolarsi anche dal rapporto con l’ex marito, che nel sogno rappresenta non tanto la persona reale, quanto una possibile “dipendenza dal pensiero maschile”.

Photo by Nix Boulton on Unsplash

Sogno/17

“Sono con i miei genitori in una stalla, dobbiamo aprire delle finestre in alto per far uscire gli animali. Io e mio padre prendiamo una scala per arrivare ai chiavistelli, la cosa mi sembra pericolosa, gli animali attendono, ma i chiavistelli fanno resistenza.

Valutiamo se intanto aprire dall’altra parte dove c’è mia madre.

Vado io, ma con la scala non arrivo.

Mia madre, che è anche più bassa di me, sale sulla scala e con facilità riesce ad aprire e a far uscire gli animali.”

Chi porta il sogno, persona intelligente e inserita nel mondo, presenta caratteri di forte “prudenza”, controlla il suo operare, agisce dopo attenta valutazione, talvolta rimanda sostanzialmente tiene sotto controllo Eros.

Il suo mondo interno, attraverso il sogno, palesa la necessità di “lasciare liberi gli animali” ovvero consentirsi di essere più istintivo, ed il fatto che sia la madre, nonostante sia in realtà più bassa di statura, a riuscire nell’impresa di sganciare i chiavistelli, rappresenta la necessità di utilizzare il “femminile”, ovvero sentimento, sensazione, accoglienza, eros, per raggiungere lo scopo di una maggiore armonia. 

Il solo maschile, da solo, non riesce.

Photo by Carissa Weiser on Unsplash

Sogno/16

“In auto con la sorella minore, che guida.

Improvvisamente al posto di guida sale un africano, che puzza di sudore e ha con sé un bambino bianco.

Subito ho paura, poi capisco che hanno chiesto un passaggio.

Mi trovo seduta dietro e tengo abbracciato forte il bambino, e mi chiedo come mai è bianco.

Guardo sulla destra e vedo una bella ragazza bianca, capisco che è la madre del bambino.

Abbraccio forte il bambino e sento un vivo senso di maternità.”

La sognatrice consente ancora di guidare alla sorella, descritta come insicura e ancora succube della famiglia

Il mondo interno le ricorda quindi che si sente ancora guidare da questa condizione.

Entra in auto e guida un africano, una parte maschile ancora straniera alla sognatrice, apparentemente anomale, puzza, ma anche portatore di un bambino bianco.

ovvero anche le parti della psiche meno note, più lontane da noi possono apportare qualcosa di buono e piacevole se sappiamo accettarle

Chiedono di essere integrate nella psiche per vivere meglio la totalità del sentimento e una nostra maggiore individuazione.

Photo by Марьян Блан | @marjanblan on Unsplash

Sogno/15

“Cammino in un campo di terra fangosa, dove il piede affonda. 

Accanto a me, ci sono due uomini, P e. T. 

Per non sprofondare occorre accelerare il passo anche se ci si sporca; voglio lasciare indietro le mogli dei due uomini, voglio raggiungere T.” 

La sognatrice riceve dal suo mondo interno una indicazione precisa, è tempo di andare, di abbandonare modalità del passato anche se ancora ci si muove a fatica, occorre accelerare, occorre lasciare indietro un femminile (le mogli descritte come ex amiche non più tanto intime), occorre raggiungere in particolare T., descritto come persona che dopo un periodo di isolamento fisico e psichico si è ripreso e si sta reinventando la vita.

Occorre dunque distanziarsi, da un femminile ordinario, comune, non tanto utile, per raggiungere e utilizzare istanza maschili, più adatte ad affrontare momenti difficili.

Photo by Frances Gunn on Unsplash

Sogno/14

“Sono uno sciamano animalesco, voglio combattere contro un’altra razza che da secoli ci schiavizza.

Faccio una carneficina poi chiamo tutta la mia gente per tornare nella nostra terra natale. Con me un giovane che elimina tutti i nemici, anche alcuni grossi bestioni. Tuttavia, il ragazzo non viene acclamato, acclamano me.”

Il sognatore si vede come Sciamano animalesco, le sue energie primordiali si fanno strada, è in grado di affrontare gli aspetti psichici che nel corso della sua storia lo hanno rallentato. Ha ancora una reazione forte non ancora del tutto mediata dall’adulto e in qualche misura adolescenziale, ma sa che deve portare sé stesso e le sue risorse verso la “terra promessa”.  In questo è aiutato da un giovane (la sua ombra più energica), un maschile incarnato, non sciamano magico.

Viene acclamato lui e non ragazzo, segno che esiste ancora una vena narcisistica da ricondurre alla realtà affinché possa affrontare pienamente in modo adulto la propria storia e coloro che hanno contribuito a determinarla.

Photo by Xuan Nguyen on Unsplash

Sogno/13

“Percorro un lungo corridoio e dal dito mi cade l’anello regalatomi dai genitori per la maturità. Un uomo mi aiuta a cercarlo ma non si trova.

Poi sono con la nonna, che ha sempre avuto molti gioielli, e io le rubo un anello che le cade a terra dopo averlo prelevato da una cassetta. La nonna se ne accorge, è un grosso anello quadrato, lo vede e io lo restituisco.

Poi vedo in una vetrina un anello molto semplice. Con me c’è una mia amica, che capisce che mi piace e me lo regala. Io lo infilo al dito ma sono a disagio, quasi sto male.”

Nel suo percorso di “liberazione” questa persona deve decidersi ad allontanarsi psicologicamente dellafamiglia (perdere l’anello della maturità)

Deve anche superare una fase di tipo adolescenziale nella quale, non osando chiederlo, ancora ruba l’anello della nonna. Deve ancora affermare infatti una sua precisa volontà. Infine il consiglio determinante del mondo interno, ovvero accettare dalla sua amica (simpatica anche se un po’ rigida, rappresentante di sue parti nascoste) un anello più semplice, ossia andare verso una sua semplicità, libertà, indipendenza rispetto alla sua storia personale.

Photo by Jacek Dylag on Unsplash

Sogno/12

Tempo di virus 

Ho già avuto modo di scrivere che questo tempo di virus ha profondamente mutato il contenuto dei sogni di parecchie persone, un “inconscio collettivo” che sollecita molti a concentrarsi su sé stessi.

“Cammino lungo un viale costeggiato da cancelli, piove, mi bagno, ma vado avanti.

Avevo una meta, non ricordo bene quale, capisco che devo tornare indietro, sono in ritardo, incontro dei vigili che però non mi fermano.”

Il mondo interno ricorda al sognatore che i tempi sono cambiati: le mete egoiche del mondo non sono più chiare e anzi lui si trova separato da una lunga cancellata, i due mondi, esterno e interno, non comunicano

Deve tornare indietro verso sé stesso, verso una maggiore autenticità. I vigili, che rappresentano un aspetto normativo del mondo, che lo vuole adeguato alle richieste collettive, ora non lo fermano. Può procedere verso sé stesso anche se la meta non è ancora chiara.

Photo by Matteo Catanese on Unsplash

Epoca di virus: riflessioni

Quelle che seguono sono alcune riflessioni che ho pubblicato sul mio profilo Facebook durante la pandemia di Covid-19 e la quarantena imposta a tutti noi.

Riflessione/2

Bambini-Adolescenti

In questa epoca di spaesamento con tanti bambini e ragazzi a casa c’è la possibilità di parlare, di far vedere loro che nella vita non è tutto dovuto c’è anche l’incertezza. In uno dei suoi scritti (Il disagio della civiltà) Freud suggeriva di non nascondere ai bambini che nella vita c’è anche il dolore e la morte. Quando ero bambino era normale accompagnare mia madre ogni tanto al cimitero e mi era chiaro che esisteva anche la morte. Senza instillare pessimismi è utile che i bambini sì facciamo l’idea che non è tutto garantito, che non ci sarà sempre una madre o un padre a proteggere. Non ci sarà sempre qualcuno che risolve loro il problema prima ancora che si presenti. Oggi dunque abbiamo la possibilità di parlare pacatamente anche di questo. Di avere persino un maggior tempo domestico da dedicare ai figli, persino leggere con loro, persino accorgerci che i libri aiutano a dare un nome ai sentimenti. Se conosciamo i sentimenti sapremo dare anche un nome a quelli meno piacevoli, potremo disporre di mappe emotive per affrontarli. Questo tempo forzato può diventare anche un tempo utile.