Sogno/19

Riporto un sogno che rappresenta in modo esemplare quanto la parte normativa della psiche, il “Super-IO” di Freudiana memoria, cerchi di assoggettare l’intera personalità inducendola ad attenersi a regole, norme, che la famiglia, la società, il mondo ci propongono e che facciamo esageratamente nostre.

Norme, regole, destinate a far vivere sensi di colpa con conseguenti blocchi dell’eros (dello spirito di vita).

Sta a noi riconoscere quanto il Super-Io ci è necessario, e un poco è necessario nel vivere sociale e personale, e quanto va “sgonfiato”, diversamente la vita quotidiana si restringe, si autoregola in modo eccessivo, limitando, spesso di molto il piacere quotidiano, la sperabile leggerezza che dovremmo cercare di porre nel già non semplice quotidiano.

“Sono al chiuso di una stanza, c’è uno (uomo) che dirige e dice come si devono fare le cose.

È vestito di nero, elegante, curato, ha dei poteri di persuasione, a lui non si sfugge, sa tutto, sa prevedere.

Se ci si fa prendere dal dubbio si viene eliminati, vuole proprio controllarci

Attorno gente muta, occhi imploranti, educati al regime.

L’uomo ogni tanto controlla, se la ride.”

Photo by Austrian National Library on Unsplash

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