Sogno/11

“Sono a casa dei miei genitori, cerco mio padre ma, non lo trovo. Mi affaccio alla finestra e lo vedo lontano nel podere, ad almeno 400 metri di distanza. Sta lavorando con il trattore.

Poi la scena cambia: sono in casa ma vedo che mia madre ha regalato due ceste di pane avanzato a GM e mi innervosisco.”

Siamo di fronte al rapporto del figlio con le figure genitoriali.

Il padre, nel sogno, viene scorto a lavorare nel podere che pare lungo almeno 400 metri, ma in realtà non è più così. Quella era la dimensione della piantagione quando il sognatore era bambino, ora le dimensioni sono ridotte a favore di altre colture.

In padre viene allontanato [è ormai ora!] e comunque era stato percepito come “lontano” in quanto molto dedito al lavoro.

La madre invece regala pane, ovvero il frutto del lavoro, che però non viene dato al figlio ma a un altro uomo [simulacro del padre?] provocando edipico nervosismo che non riesce ancora a sfociare in protesta, o adulto distacco. 

Nella realtà si tratta di due normali onesti genitori, molto presi dal lavoro all’interno di una cultura contadina, ma il figlio ha comunque patito una certa distanza e al tempo stesso controllo che lo ha mantenuto all’interno del complesso genitoriale nella posizione di “figlio”.

Ora deve superare questo “ancoraggio” alla famiglia, muoversi con sempre maggiore autonomia, utilizzando sempre meno il “figlio” e dando spazio al “maschile” diventando sempre più genitore di sé stesso.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: