Sogno/1

I sogni che riporto vengono sinteticamente commentati al fine di offrire la possibilità, per chi legge, di apprezzare l’utilità del lavoro su sé stessi in chiave “terapeutica” ovvero disporre della possibilità di avviare un dialogo tra la nostra componente cosciente della psiche e quella profonda.

L’individuazione, il diventare sempre più sé stessi, passa dall’armonizzare il “dentro” con il “fuori”, ossia essere sempre più armonici tenendo conto di tutte le nostre parti psichiche.

SOGNO (1)

“Guardo un ring di pugilato ove si affrontano un pugile nero, muscoloso giovane, e un pugile bianco, un po’ in età, con la pancetta, piccolo.

L’arbitro è una donna, giovane, dai capelli neri.

Contrariamente alle attese, vince il bianco ai punti e il nero non si capacita.

L’arbitro si avvicina al nero e gli dice che deve ripensare, non cadere nel pregiudizio, che c’è dell’altro e che evidentemente il bianco è più preparato.

In queste immagini notiamo subito la dualità tra la parte “bianca” della psiche, cioè la parte a noi più nota e cosciente l’IO e l’OMBRA, qui non a caso personificata dal pugile nero, ossia la parte della psiche che nella nostra crescita non abbiamo accettato, abbiamo rimosso, nascosta sotto il tappeto.

L’averla nascosta, ignorarla, non significa che non c’è più, che è scomparsa.

C’è e ci sarà e, per dirla con il catechismo, è come ignorare il Diavolo, che pure è un Angelo seppur decaduto e precipitato negli inferi.

Ignorare l’ombra, non esplorarla, significa che le lasciamo la facoltà di agire senza il nostro controllo, di coglierci all’improvviso ponendoci in situazioni reali o psichiche difficili.

Nel sogno l’ombra, il nero, pur essendo forte, come spesso è forse l’ombra, non riesce tuttavia a vincere rispetto alla parte cosciente, il bianco, anche se questi è apparentemente fuori forma.

La regolarità dell’incontro è assicurata dall’arbitro donna, rappresentante dell’ANIMA ovvero di una istanza psichica positiva, femminile, in grado di offrire assistenza, mediazione, sentimento (è lei che consola alla fine il nero) affinché l’IO, più razionale, possa non farsi sovrastare dall’Ombra

In questo breve sogno c’è tutto il plastico muoversi e scontrarsi dell’inconscio.

Rendendocene conto e applicandolo ai fatti che hanno generato il sogno, possiamo goderne degli effetti “terapeutici”

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